Il 2% dei malati di Hiv rifiuta di esserlo

37Arrestato ad Ancona un uomo accusato di aver contagiato le partner avendo con loro rapporti sessuali non protetti, pur sapendo di essere positivo al virus dell’HIV da almeno 11 anni.

Dopo l’arresto gli investigatori hanno potuto constatare che l’uomo nonostante i risultati delle analisi, rifiutava di considerarsi malato affermando di ritenersi non affetto da tale malattia. Ha continuato pertanto ad avere rapporti sessuali, anche non protetti, senza informare le partner occasionali .

Purtroppo il caso di Ancona non è un caso isolato. È accaduta la stessa cosa a Roma dove  Valentino Talluto ribattezzato “l’untore di Roma” è stato condannato a 24 anni di carcere con l’accusa di epidemia dolosa e lesioni gravissime.  Talluto ha contagiato ben 32 persone tra cui molte sue ex partner e due donne in gravidanza.

Giulio Maria Corbelli, vice presidente di Plus Onlus, la prima organizzazione italiana di persone Lgbt sieropositive, commenta il caso:   “Molti sostengono che il virus non sia mai stato isolato o sono convinti che alcune eccezioni registrate dalla comunità medica di persone sieropositive che non hanno poi sviluppato l’Aids siano la dimostrazione delle falsità scientifiche in materia.  Sono sieropositivi ma negano di esserlo e considerano il virus dell’Hiv e l’Aids un ‘falso scientifico’, continuando ad avere rapporti sessuali non protetti senza informare i partner. È  difficile stimarlo ma possiamo dire che questa tipologia di pazienti con Hiv siano il 2% del totale. Spesso come associazione li abbiamo incontrati sui social network. È un numero bassissimo e molti sono morti o muoiono perché non si curano. È un atteggiamento pericolosissimo“.