Acting-out e aggressività adolescenziale: come intervenire terapeuticamente

I conflitti tra figli e genitori soprattutto in età adolescenziale sono molto comuni e spesso associabili in primo luogo al risveglio di nuovi bisogni fisiologici e psicologici.

Un’altra causa scatenante l’aggressività adolescenziale sono senza dubbio le modalità comunicative disfunzionali in famiglia oppure l’aver assistito a episodi di violenza tra genitori.

Inoltre vi sono alcuni fattori che favoriscono l’insorgere di episodi violenti come: frequenti litigi tra i genitori, soprattutto se violenti; basso status socio-economico della famiglia; vulnerabilità; l’appartenenza a bande criminali; complesso edipico non superato; difficoltà a inibire gli impulsi.

L’acting-out (omicidi intrafamiliari) è uno dei casi più estremi di violenza adolescenziale. Secondo molti psicologi l’acting-out è uno dei meccanismi di difesa più utilizzati dai soggetti con disturbi esternalizzanti. Un ruolo chiave per episodi di questo tipo è sicuramente il risveglio del Complesso Edipico che in casi più estremi, può trasformare la violenza contro i genitori in omicidio.

Come si può intervenire contra la violenza adolescenziale?

L’intervento precoce è sicuramente l’azione preventiva più efficace a impedire l’esacerbazione della conflittualità intrafamiliare.

Tra gli interventi terapeutici più efficaci vi sono: quello sistemico-familiare che serve ad incoraggiare genitori e figli ad adottare modalità interattive prosociali basate sull’ascolto reciproco e sull’espressività emozionale e il colloquio motivazionale che ha come scopo quello di stimolare a riflettere sulle proprie scelte e azioni, a immaginare comportamenti alternativi più funzionali al suo benessere e a quello altrui.