Affinità tra riproduzione sessuale e infezioni virali, la malaria ha i giorni contati?

virus-1675421_640Recentemente i ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi e della University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, hanno pubblicato un articolo sulla prestigiosa rivista “Cell” i cui risultati dimostrano come la riproduzione sessuale e le infezioni virali abbiano molti aspetti in comune: in un vasto numero di organismi entrambi i processi possono infatti avvenire solo grazie a una singola proteina che consente nel primo caso la fusione fra le cellule sessuali e nel secondo la fusione fra il virus e la membrana della cellula ospite.

Questi risultati hanno conseguenze estremamente interessanti dal punto di vista pratico, perché possono aprire la strada a nuove strategie terapeutiche in grado di combattere le infezioni causate da parassiti come Plasmodium, Trypanosoma e Toxoplasma.

Per comprendere come, bisogna soffermarsi sul ruolo chiave svolto dalla proteina HAP2A che sebbene non sia presente nei funghi e nei vertebrati, è ampiamente diffusa tra virus, protozoi unicellulari, piante e artropodi e che sembra essere decisiva nello sviluppo della riproduzione sessuale.

I ricercatori hanno infatti scoperto che la riproduzione sessuale di un’alga unicellulare (Chlamydomonas reinhardtii ) poteva avvenire solo in presenza di questa proteina e così ne hanno effettuato l’analisi cristallografica con i raggi X. Da questa indagine è emerso che la HAP2A presenta una notevole somiglianza con la proteina di fusione dei virus Zika e Dengue, soprattutto in una regione chiamata “loop di fusione” che consente alle proteine virali di attaccare con successo una cellula. Il team di ricercatori, inoltre, ha compreso che basta cambiare anche un solo amminoacido in questa parte della proteina perché il processo di fusione si arresti.

I risultati dello studio suggeriscono, pertanto, la possibilità di sviluppare nuove strategie per colpire la proteina HAP2 del plasmodio durante la fase di riproduzione sessuata del parassita all’interno della zanzara, per sviluppare così un vaccino in grado di impedire la fusione delle cellule sessuali di questo parassita, responsabile della malaria.