Alimentazione Vegana: migliora la tua vita ma…

brussels-sproutsEtica, salute o salvaguardia dell’ambiente. Chi sceglie di diventare vegano fa una scelta indirizzata al totale rispetto di ogni forma di vita senziente: non solo una dieta ma uno stile di vita che coinvolge diversi ambiti oltre quello alimentare.

Se i vegetariani si rifiutano di mangiare carne animale perché lo considerano un omicidio, i vegani ritengono che consumarne i derivati possa promuovere l’industria animale allo stesso modo. La dieta vegana, con le diverse varianti (crudista, granivora, fruttariana e macrobiotica) prevede infatti l’esclusione di tutti gli alimenti di origine animale, quindi oltre carne e pesce, anche latte e derivati come formaggi e latticini, uova, miele e prodotti che utilizzano animali per la lavorazione come alcuni vini, lo zucchero bianco raffinato o la caffeina. Il libro The China Study è diventato negli anni, soprattutto per via della grande esposizione mediatica dei suoi autori, una sorta di “bibbia dei vegani”. Lo studio identifica alcune “malattie dell’abbondanza” (infarto, ictus, ipertensione, cancro, diabete e osteoporosi) legate ai comportamenti individuali e in particolare all’alimentazione. Sotto accusa principalmente la carne, i latticini e i grassi di origine animale, che provocherebbero, tra l’altro, uno sviluppo puberale precoce e una più prolungata esposizione agli ormoni endogeni. Gli effetti negativi si vedrebbero soprattutto nello sviluppo del cancro della mammella, un tumore la cui incidenza in Cina sarebbe cinque volte inferiore a quella degli Stati Uniti. La pubblicazione si basa sulla ricerca epidemiologica, avviata nel 1983 e svolta dalla Cornell University, dall’Accademia cinese di Medicina preventiva, dall’Accademia cinese di Scienze mediche e dall’Università di Oxford, discrimina fra cibi benefici e nocivi analizzando le abitudini degli abitanti di 128 villaggi e 65 contee, raccogliendo ben 367 diversi tipi di dati. La scelta della Cina come laboratorio di osservazione dipendeva dalla disponibilità di informazioni, legata anche al livello di controllo sociale tipico del Paese.

Le conclusioni dello studio non sono del tutto condivise dalla comunità scientifica, per difetti di metodo e perché mescola indicazioni validate con altre fantasiose: per questa ragione viene ritenuto un testo insidioso e non del tutto affidabile, ma al di là delle diatribe scientifiche sul possibile ruolo preventivo nel cancro, le ragioni salutistiche della scelta di una dieta vegana le attribuiscono un’attività sicuramente salutare per il sistema cardiovascolare, grazie allo scarso apporto di colesterolo e all’abbondanza di antiossidanti. Tuttavia esistono dei rischi: è fondamentale assicurarsi un buon apporto di vitamina B12, essenziale per la salute delle cellule nervose ma quasi assente al di fuori del regno animale, se escludiamo alcune alghe, come la spirulina. In secondo luogo, una fonte proteica molto utilizzata negli alimenti vegani è il seitan, glutine ricavato dai cereali: negli ultimi anni, si sta osservando una costante crescita delle persone intolleranti a questa proteina e spesso la comparsa dei sintomi è legata al suo abuso. Ultimo, ma non per importanza, l’uso massiccio di soia quasi sempre proveniente da coltivazioni in Paesi orientali, con normative diverse e controlli meno rigidi di quelli Europei in materia di OGM ed Agricoltura Biologica. In buona sostanza, si può seguire una dieta vegana in tutta sicurezza e senza incorrere in carenze, ma sarebbe meglio farsi seguire da Professionisti competenti e preparati, per evitare errori che potrebbero ridurre i benefici di questa condivisibile scelta.