Allarme meningite: facciamo chiarezza

bacteria-426997_1920È da tempo ormai che sentiamo parlare di meningite.

Sono circa 1000 i casi all’anno di meningite, pochi di questi sono mortali.

Sempre più volte, quando si parla di meningite, le persone sono confuse. La meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, che può creare seri danni celebrali, i quali si possono ripercuotere su tutto il corpo (come la sordità, il ritardo mentale, paralisi motorie o epilessia, sono i danni più comuni).

Questa infiammazione può essere provocata sia da batteri che da virus: la forma  più preoccupante è quella batterica (tipo B, pneumococco e meningococco), rispetto a quella virale che in genere sono a decorso benigno. I più colpiti sono i bambini, dove i problemi neurologici permanenti si manifestano addirittura nel 30% dei casi, mentre la mortalità nel 5% dei casi.

I sintomi più comuni sono febbre alta, vomito, nausea, rigidezza dei muscoli nucali, diminuzione dello stato di coscienza, senso di torpore, battito rallentato o episodi convulsivi.

Per essere sicuri che si tratti di meningite, occorre eseguire un analisi del liquido cerebrospinale (basta una puntura lombare), dalla quale è possibile fare la verifica: infatti, come scritto in precedenza, se si tratta di una forma virale, si può stare più “tranquilli” perché, se si tratta con antibiotici specifici, in una settimana è possibile riprendersi; se invece è la forma batterica, il processo di guarigione sarà più lungo e complesso, soprattutto nel caso di batteri pericolosi, come stafilococchi, streptococchi o pneumococchi.

L’unico modo per proteggersi da questa malattia è vaccinarsi: sono sempre di più le persone che decidono di non vaccinare i propri figli, esponendoli a molti rischi.

Ma gli esperti hanno pareri unanime: l’unico vero salvavita è il vaccino.