Alzheimer: individuata la molecola che blocca la malattia

Il morbo di Alzheimer è un tipo di demenza che provoca problemi con la memoria, il pensiero e il comportamento.

Un gruppo di ricercatori italiani dell’istituto Ebri di Roma – un centro di ricerca costituito nel 2002 per volontà del premio Nobel Rita Levi-Montalcini, che si occupa di studiare le malattie cerebrali – ha appurato che la nascita di nuovi neuroni nel cervello dell’adulto si riduce in una fase molto precoce della malattia di Alzheimer.

Questa alterazione è causata dall’accumulo nelle cellule cerebrali di aggregati altamente tossici della proteina “Beta Amiloide”. Il team è riuscito a neutralizzare proprio questi accumuli conducendo un esperimento sui topi malati di Alzheimer, nel cui cervello è stato introdotto uno speciale anticorpo che è riuscito a riattivare la nascita di nuovi neuroni, permettendo di recuperare circa l’80% dei difetti causati dalla patologia di Alzheimer nella fase iniziale.

Sebbene ci vorranno ancora anni prima di sperimentare gli effetti di questa molecola sul cervello umano e sarà necessario approfondire le fasi pre-cliniche della sperimentazione, di sicuro questa importante scoperta apre la strada a nuove possibilità di diagnosi e terapia di una malattia per cui purtroppo non esistono ancora trattamenti risolutivi.