Alzheimer: con un semplice test eseguibile al computer è possibile scoprire il rischio di sviluppare la malattia

woman-AlzheimerLa malattia di Alzheimer è stata definita la piaga dell’era moderna. Presenta caratteristiche cliniche che possono variare notevolmente da individuo a individuo, sebbene il sintomo più precoce ed evidente sia in genere rappresentato dalla perdita significativa della memoria, che si manifesta all’inizio soprattutto con la difficoltà nel ricordare gli eventi recenti e che si aggrava successivamente con lacune in ambiti sempre più estesi. Al momento non esiste una terapia in grado di guarire chi è affetto da questa patologia, ma agire d’anticipo potrebbe essere la chiave per contrastare questa forma di demenza, e per farlo è fomputerizzato messo a punto da un gruppo di ricercatori statunitensi della York University, che hanno coinvolto un gruppo di volontari ai quali è stato richiesto di completare quattro compiti visuo-spaziali e cognitivo-motori, con livelli di difficoltà crescente, su computer portatili a doppio schermo. L’obiettivo del test era quello di rilevare la tendenza a sviluppare l’Alzheimer in coloro che pur non mostrando segni evidenti della malattia, presentavano difficoltà cognitive. Un esercizio del test prevedeva lo spostamento del mouse nella direzione opposta a quella di un bersaglio visivo sullo schermo, abilità che richiede al cervello della persona di pensare, sia prima che durante i movimenti eseguiti dalla mano. I risultati hanno dimostrato una differenza significativa tra gli individui con compromissione cognitiva di grado lieve (MCI), quelli con storia familiare di demenza e due gruppi di controllo; l’81,8% dei partecipanti che avevano una storia familiare di malattia di Alzheimer e quelli con MCI avevano maggiori difficoltà nello svolgere gran parte dei compiti cognitivi visivo-motori più impegnativi. Dai risultati i ricercatori hanno concluso che le persone possono manifestare delle difficoltà cognitivo-motorie anche prima che vi siano evidenze di una malattia in corso. Queste stesse persone sono dunque a rischio e dovrebbero sottoporsi a dei programmi di prevenzione.