Anche l’Italia in prima linea con il GBD

brain-998996_1920Si è appena concluso a Venezia il 47° Congresso Nazionale di Venezia della Società Italiana di Neurologia (SIN) dove finalmente sì è dato il via all’inclusione anche dell’Italia all’interno del Global Burden of Disease (GBD), il più completo studio epidemiologico osservazionale mondiale.

L’obiettivo primario di questo progetto internazionale è quello di raccogliere dati per descrivere nella popolazione mondiale condizioni di salute, mortalità e disabilità determinate da tutte le malattie (gravi e non), oltre che da lesioni traumatiche e fattori di rischio. La frequenza e le conseguenze sullo stato di salute, inserite nella survey e geograficamente localizzate in 188 nazioni, permettono di disegnare una mappa della salute mondiale, nazionale e regionale.

Il GBD è diretto dal Global Health Institute di Seattle (nello stato di Washington, US) e ha estensioni in tutto il mondo con progetti specifici nazionali in paesi diversi come Stati Uniti, Cina, Inghilterra, Messico, Norvegia e adesso, appunto, Italia. Allo sviluppo ed alla crescita del GBD hanno contribuito sin dalla sua creazione, circa 20 anni fa, finanziatori ed estimatori del calibro della Banca Mondiale e della “Bill and Melissa Gates Foundation”. I risultati del GBD, periodicamente riportati su Lancet, ma anche su altre riviste mediche mondiali altrettanto prestigiose, come NEJM, JAMA e BMJ, permettono l’interpretazione delle numerose sfide per la salute che oggi in tutto il mondo le persone affrontano. Finalmente, quindi, si gettano le basi anche per dare uno spazio importante all’Italia in quello che, di fatto, rappresenta lo studio più costoso nella storia della biomedicina.

Il Professor Giancarlo Logroscino, dell’Università di Bari, è all’interno della task force neurologica del GBD e ci spiega: “Il grande risultato del Global Burden of Disease è quello di misurare la salute in tutto il mondo con gli stessi parametri. Le valutazioni vengono realizzate utilizzando tutti i dati scientifici possibili e i dati del sistema delle strutture sanitarie, grazie ai quali è possibile monitorare e misurare l’andamento della mortalità, dell’aspettativa di vita, della distribuzione delle malattie e delle patologie croniche. Queste stime sono fondamentali per indirizzare i governi di tutto il mondo nella miglior pianificazione sanitaria possibile”.

Osservando i dati presentati dal prof. Logroscino, la mortalità globale è per il 65% costituita dalle malattie croniche, mentre si è ridotta in maniera drammatica la mortalità da malattie infettive, materno-infantili e da malnutrizione (complessivamente 25%) e rimane costante quella determinata da lesioni traumatiche (circa il 10%). Inoltre, entro il 2030 l’aspettativa di vita media a livello mondiale sarà di 85 anni per le donne e 79 per gli uomini, superando nettamente i 70 anni già adesso. Il ritmo di miglioramento a livello globale è incredibilmente di circa quattro mesi per ogni anno

“Se è vero che, da un lato, la vita delle persone si allungherà – sottolinea il Professor Logroscino – è altrettanto vero che, dall’altro, assisteremo ad un fenomeno per cui parte del guadagno in termini di aspettativa di vita sarà comunque caratterizzato dalla presenza di disabilità e dalla riduzione della qualità di vita. In questo scenario il maggiore driver della disabilità per le popolazioni mondiali, sarà costituito dalle demenze”. “Nel nostro Paese – conclude Logroscino – oltre il 20% di persone è ormai over 65. Tra le persone anziane, circa il 10% è affetto da una malattia neurodegenerativa, di cui il 50% dei casi è costituito da Malattia di Alzheimer. L’invecchiamento del paese Italia è globale con ritmi simili sia nel sud che nel nord.”

Il gruppo di 15 scienziati italiani del GBD riunito a Venezia per la SIN ha dunque convenuto di avviare il progetto GBD Italia per conoscere nell’immediato futuro lo stato di salute del nostro paese