“Sono arrabbiato da morire”. Potrebbe non essere solo un modo di dire.

man-921004_1920Che arrabbiarsi eccessivamente non sia salutare per il nostro corpo è risaputo. Ma con l’uscita di un recente studio, il più importante mai realizzato sul tema, viene evidenziato un collegamento tra eccesso di collera e rischio di infarto.

La società odierna, non sempre ci consente di vivere in tranquillità. Siamo sottoposti sempre di più a stress e ira, i quali, non fanno bene sia alla mente che all’organismo. Nasce così una ricerca condotta dal Population Health Research Institute della McMaster University di Hamilton, in Ontario (Stati Uniti), che ha esaminato 12mila pazienti già vittime di un infarto.

I ricercatori hanno analizzato le condizioni dei pazienti nelle 24 ore prima dell’infarto, constatando che un’attività fisica eccessiva o uno stato di collera eccessivo, possono incidere in maniera significativa, soprattutto in concomitanza con i comuni fattori di rischio come pressione sanguigna alta, obesità o regime di dieta scorretto. Tutto ciò è dovuto ad una mutazione delle condizioni fisiche: infatti, quando la rabbia ci invade fino a sentirla fisicamente, è stato notato un aumento della pressione sanguigna, accompagnato da una restrizione delle vene e delle arterie, e da qui nasce il rischio di insorgenza di trombi pericolosi per la nostra salute.

La differenza tra questo studio e quelli effettuati in precedenza è nel campione di persone analizzate. Studi precedenti avevano già analizzato stati rilevati collegamenti tra ira e problemi fisici, soprattutto cardiaci, dovuti alle emozioni negative. Ma gli studi erano effettuati su campioni ridotti e soprattutto esclusivamente di paesi occidentali. La nuova ricerca invece, ha coinvolto un campione che include persone provenienti da 52 nazioni diverse, con un’età media di 58 anni, di prevalenza maschile, e provenienti da 262 centri sparsi per il mondo.

I dati emersi da questo studio sono molto importanti: il 13,6% dei pazienti un’ora prima dell’episodio aveva svolto attività fisica pesante, mentre il 9,1% nelle 24 ore precedenti; il 14,4% dei pazienti aveva avuto episodi di rabbia o era emotivamente sconvolto nell’ora precedente all’attacco, il 9,9% aveva vissuto esperienze simili nelle 24 ore precedenti.

Il consiglio, quindi, rimane sempre lo stesso: non diamo importanza alle discussioni futili e, quando possibile, bisogna prendersi 5 minuti per respirare e rilassare la mente.