Assistente sessuale. Chi è e cosa fa?

Il sostegno alla vita sessuale agli handicappati è diventata una professione riconosciuta. Da oltre 30 anni è già riconosciuta e praticata in Olanda, Germania e Danimarca. In Italia la professione è ancora  assente ma sono già attivi dei corsi professionali che rilasciano un attestato e prevedono anche delle ore di tirocinio.

La formazione comprende conoscenze in ambito medico, giuridico, sociale, sessuologico e etico.

Cosa fa esattamente l’assistente sessuale?

È colui che assiste le esigenze sessuali delle persone che hanno un handicap fisico o mentale. Un lavoro difficile che richiede molta pazienza e impegno”.

L’assistenza sessuale dipende dal tipo di handicap che la persona presenta. Infatti, coloro che hanno un handicap fisico hanno esigenze più chiare, con loro è possibile parlare e quindi capire ciò che in realtà desiderano. Il discorso è un po’ diverso per coloro che hanno un handicap mentale. In quel caso è necessario adottare altre strategie e se necessario parlare anche con i genitori. Solitamente l’assistenza sessuale avviene nel domicilio del paziente. A volte anche in albergo.

Non bisogna assolutamente però confondere l’assistenza sessuale con la prostituzione.

L’assistente sessuale offre un’assistenza all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità permettendo al disabile  di assaporare tutte quelle sfumature in essa contenute. La sua figura rappresenta quindi un concetto che racchiude allo stesso tempo “rispetto” e “educazione”, che solo per un paese civile può rappresentare la massima espressione del “diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale”.