Assistenza sanitaria: si estende il progetto delle “case della salute” e delle “unità di cure primarie”

medical-assistanceCon lo scopo di garantire un’assistenza sanitaria non-stop al cittadino e per ridurre gli accessi al pronto soccorso, soprattutto per i codici bianchi, in alcune regioni italiane come il Lazio e l’Emilia Romagna è stato avviato un progetto che prevede l’apertura degli studi medici fino a 16 ore al giorno. Si tratta delle cosiddette “Case della salute” e delle “Unità di cure primarie”, un nuovo modello assistenziale con aggregazioni di medici in grado di garantire un’assistenza sul lungo orario, al momento implementato come progetto pilota, ma che a breve sarà esteso in tutta Italia. Le prime Case della salute in Emilia Romagna sono nate 7 anni fa e attualmente se ne contano circa 60 in tutta la regione. I risultati di questo progetto assistenziale sono stati ottimi, negli anni è stata infatti registrata una riduzione degli accessi ai Pronto Soccorso stimata intorno al 10-15%. Sempre in Emilia Romagna, dall’esperienza delle Case della salute, ha preso origine anche un altro progetto sperimentale, quello dei cosiddetti “ospedali di comunità” ovvero Case della salute che al loro interno offrono anche letti per la degenza, destinati esclusivamente ai malati cronici, come ad esempio gli anziani, che necessitano di un’assistenza in ambienti protetti e in cui siano presenti medici e infermieri. Anche nel Lazio sono state implementate oltre 500 “unità di cure primarie”, in grado di garantire ai cittadini un’assistenza sanitaria continua fino a 12 ore al giorno. Si tratta di aggregazioni di medici di famiglia ai quali si associano medici specialisti. Il cittadino, grazie a questo nuovo modello assistenziale, sa di poter disporre di un punto di riferimento alternativo al Pronto Soccorso dove infatti, anche nel Lazio, è stata riscontrata una riduzione del 10-15% degli accessi.