Attenzione alla fobia scolare: potrebbe svilupparsi in un funzionamento psicotico

Fobia scolareFobia scolare: un rifiuto molto serio che potrebbe svilupparsi in un funzionamento psicotico. Questa fobia può dipendere da una psicosi simbiotica per cui il bambino non vuole abbandonare il genitore per paura di perdere le garanzie affettive, oppure vede il mondo esterno in modo paranoico e quindi non vuole andare negli ambienti in cui vede i pericoli“. Lo spiega il Dott. Francesco Montecchi, neuropsichiatra infantile e presidente della Onlus.

La fobia scolare è una patologia da non sottovalutare, in alcuni casi può manifestarsi anche in forma grave con episodi di vomito quotidiano prima di uscire di casa o di entrare in classe.

Secondo gli esperti la patologia potrebbe manifestarsi a qualsiasi età, in alcuni casi anche “già dalla scuola materna, con grandi pianti prima di entrare o alle elementari, magari perché il bambino ha ansie da prestazione rispetto alle richieste di alti livelli prestazionali da parte dei genitori a cui sente di non poter arrivare“.

Il Dott. Montecchi spiega che il rifiuto della scuola può essere il campanello di allarme molto serio: “Il ritiro sociale avviene dopo, il bambino rifiuta di andare a scuola, si chiude in casa e lo rivediamo da adolescente. In adolescenza la fobia sociale è gravissima e significa: ‘Mi chiudo in casa e non ho rapporti col mondo esterno, perché sento il mondo esterno come pericoloso‘. Oppure perché ‘il mondo esterno attiva dentro di me alti livelli funzionali e quindi non esco altrimenti entro in contatto con la mia funzionalità a volte aggressiva, altre volte sessuale che non so come gestire’. È così che l’adolescente si ritira in casa, fino a non mangiare neanche più con i genitori, a non salutarli. Da qui si arriva poi all’inversione del ritmo sonno-veglia, per cui il ragazzo dorme di giorno per non sentire i rumori del mondo che gli provocano angoscia, e compensa questa angoscia della solitudine con l’iperattività sul web di notte. Qui entrano in gioco delle alterazioni biologiche, del circuito della melatonina e dei neurormoni che aggravano ulteriormente la situazione”.