Auricolari o cuffie? Cos’è meno dannoso per il nostro udito?

La Commissione Europea ha calcolato che quasi 10 milioni di giovani sono a rischio di riduzione della capacità uditiva non solo a causa dei rumori del traffico (clacson e sirene) ma soprattutto per l’utilizzo continuo di auricolari e cuffie adoperati troppe ore al giorno.

Luca Malvezzi, specialista dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria in Humanitas  spiega: “Ascoltare la musica a tutto volume rappresenta uno stress uditivo continuo che può portare a un calo precoce dell’udito e purtroppo assistiamo a una crescita di questi casi più che in passato”.

Purtroppo l’abuso di lettori mp3 e smartphone sta influenzando fortemente l’aumento delle miopie e le problematiche relative all’udito con una riduzione precoce della soglia uditiva.

Il Dott. Malvezzi sottolinea:  “Spesso il volume viene ulteriormente incrementato per escludere i rumori esterni, ad esempio mentre si viaggia sui mezzi pubblici o in metro, e per rendere ancora più intensa la fruizione. Si arriva così facilmente a superare gli 80-100 decibel”.

Per tale motivo le nuove normative europee hanno imposto limiti all’erogazione del suono degli apparecchi tecnologici a 30-40 decibel.

Si suggerisce un controllo periodico dell’udito e di prediligere l’utilizzo di cuffie al posto degli auricolari con le quali il suono arriva da una cuffia esterna e risulta meno traumatico sulla membrana del timpano a differenza degli auricolari che vengono posti direttamente nel padiglione auricolare e hanno un potenziale più dannoso per il timpano.