Bocca e lingua: le zone più sensibili e a rischio dopo un piercing

44Secondo recenti indagini dell’Eurispes il 20% degli italiani tra i 12 e i 18 anni ha almeno un piercing. Quelli più in voga sono sicuramente alle orecchie, naso, ombelico e sopracciglia. Negli ultimi anni è diventato molto comune anche il piercing a bocca e lingua che sono probabilmente le zone più sensibili e a rischio di infezioni e reazioni allergiche.

Già nel momento in cui si effettua in foro potrebbe verificarsi una rottura di alcuni dei vasi sanguigni che attraversano la lingua con un conseguente copioso sanguinamento che in alcuni casi potrebbe rendere necessario un intervento ospedaliero. Inoltre, spesso si sottovaluta anche l’alta possibilità di contrarre infezioni (herpes simplex, HIV o epatiti B e C) se il foro viene effettuato con attrezzi non sterili.

Ancora, la perforazione espone la parte lesa a numerosi batteri che potrebbero penetrare nel sistema circolatorio e diffondersi nell’organismo e nell’ipotesi peggiore raggiungere e colonizzare il cuore, provocando un’endocardite talvolta anche fatale.

Dopo la perforazione solitamente si incorre in gonfiore con conseguenti problemi ad alimentarsi e articolare correttamente le parole; disagi transitori che tendono a risolversi entro 7/10 giorni. Tuttavia, i tempi potrebbero allungarsi nel caso di infezioni o reazioni allergiche accompagnandosi a dolore, rossore e manifestazioni quali dermatiti da contatto o secrezioni di pus. In tal caso la lingua potrebbe anche gonfiarsi a tal punto da chiudere le vie aeree e ostacolare la respirazione.

Il piercing alla lingua potrebbe creare anche danni neurologici, intorpidimento, riduzione della sensibilità, produzione eccessiva di saliva, difficoltà di masticazione o deglutizione, formazione di cicatrici e cheloidi e perdita o lesione del gusto. Inoltre nei casi peggiori si potrebbero verificare danni alle gengive causati da prolungato sfregamento; retrazioni gengivali, che lasciano il dente maggiormente esposto a carie e malattie parodontali; scheggiatura o rottura di denti; nonché diastema degli incisivi superiori che, a causa della diffusa abitudine di spingere il piercing contro di essi, tendono a distanziarsi lasciando un antiestetico “buco” nella dentatura.