Cleptomania: si ruba per avere un effetto emozionale

94La cleptomania è un disturbo psichiatrico caratterizzato dall’impulso ricorrente di rubare.

Il cleptomane non pianifica il furto e lo mette in atto senza la complicità di qualcuno; inoltre, compie il reato pur non avendo difficoltà economica, spesso infatti gli oggetti rubati non hanno utilità personale o valore commerciale.

Una volta compiuto il gesto, il paziente affetto da cleptomania prova sollievo e gratificazione, seguono poi profondi sensi di colpa, rimorso e preoccupazione.

La cleptomania può trarre giovamento da terapie farmacologiche (antidepressivi e/o stabilizzatori dell’dell’umore) che favoriscono il controllo dell’impulsività. In ogni caso, la psicoterapia cognitivo-comportamentale è sicuramente il trattamento più efficace per la ridurre i sintomi.

Secondo la psicoanalisi, il furto servirebbe a risolvere fenomeni depressivi e stati di angoscia dovuti a un inconscio senso di colpa. Quindi, il cleptomane compie il furto perché ha bisogno di sentirsi colpevole. L’obiettivo finale è la mortificazione, l’umiliazione e l’espiazione di una pena, da cui dipende il raggiungimento di una temporanea serenità.