Consumo di alcolici: si riduce il divario tra uomo e donna

alcohol-1282234_1920Da sempre il consumo di alcolici ed i relativi effetti nocivi sono più frequenti negli uomini che nelle donne, sebbene la dipendenza alcolica femminile sia un fenomeno poco noto, ma purtroppo molto diffuso e in costante ascesa. Sono stati recentemente pubblicati sulla rivista BMJ Open, i risultati di una metanalisi  condotta dai ricercatori australiani del National Drug and Alcohol Research Center, effettuati  su un campione di 4 milioni di individui nati tra il 1891 al 2001, raccogliendo i dati dal 1948 al 2014.I risultati hanno dimostrato come, a partire dai primi anni del’900, il consumo di alcolici tra uomini e donne abbia subito profondi mutamenti. Se infatti all’inizio del secolo a consumare bevande alcoliche erano prevalentemente gli uomini, alla fine degli anni ’90 la situazione è profondamente mutata ed il divario tra i due sessi  è quasi del tutto scomparso.

Le donne sembrano maggiormente esposte a sviluppare una dipendenza alcolica intorno ai 30 e ai 50 anni, in coincidenza rispettivamente con il pieno dell’attività procreativa e con la menopausa, cioè con il suo tramonto, a differenza invece degli uomini che sembrano correre tale rischio in misura maggiore tra i 25 e i 45 anni, nel pieno cioè dell’attività lavorativa.

Le donne che consumano maggiormente sono spesso casalinghe, o sono coloro che oltre a svolgere un lavoro fuori casa del tutto simile per fatica ed impegno a quello maschile, si trovano a dover affrontare problemi di gravidanza o di gestione familiare.

A differenza degli uomini, le donne spesso bevono di nascosto in quanto la società reagisce in modo molto discriminante verso l’uso problematico dell’alcol al femminile e la dipendenza alcolica femminile che considera ancora più disdicevole di quella maschile. Inoltre, l’organismo femminile, rispetto a quello maschile, risulta essere più vulnerabile agli effetti dell’alcol. Le donne infatti, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol che è circa la metà di quella dell’uomo, in quanto carenti dell’enzima epatico alcol deidrogenasi ed avendo inoltre, normalmente una massa corporea inferiore rispetto all’uomo e una minore quantità di liquidi corporei, a pari quantità di bevande alcoliche corrisponde un livello di alcolemia maggiore. Fortunatamente nel nostro Paese la cultura del consumo di alcol è più moderata rispetto ad altre realtà, quali ad esempio quella anglosassone e quella dei Paesi dell’Est europeo, ma è comunque di fondamentale far crescere la consapevolezza sui pericoli derivanti da un consumo eccessivo di alcolici. A tal proposito, la fondazione Umberto Veronesi ribadisce che la dose giornaliera raccomandata dagli esperti è di 2-3 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e  di  1-2 bicchieri per la donna.