In cosa consiste l’onicofagia

101L’onicofagia è un disturbo compulsivo che porta il paziente a mangiare le proprie unghie e, nei casi più gravi, anche le pellicine e le cuticole circostanti.

Questa abitudine si manifesta soprattutto in periodi di nervosismo, noia e stress e può rappresentare semplicemente un sintomo di ansia, ma anche di disagio profondo.

L’onicofagia è considerata un “disturbo del controllo degli impulsi” ed è solitamente classificata tra i disturbi comportamentali e delle emozioni che si presentano durante l’infanzia e l’adolescenza; se trascurata, l’onicofagia può protrarsi fino all’età adulta.

Talvolta, i bambini imparano rosicchiare le unghie senza alcuna motivazione psicologica profonda, imitando semplicemente i genitori; ma in alcuni casi, all’origine del vizio vi è una causa di natura psicologica: un ambiente familiare disturbato da litigi e incomprensioni, le aspettative eccessive dei genitori, la difficoltà a gestire la propria ansia ecc.

Secondo la teoria freudiana l’onicofagia è un sintomo di fissazione orale: portare qualcosa alla bocca richiama l’esperienza del seno materno e il bisogno della di sicurezze e l’onicofagia è utilizzata per ottenere lo stesso effetto calmante.