Dopo il Covid la sanità diventa smart

Dopo la pandemia di Covid-19 in cui si è palesata una grandissima difficolta nella gestione del paziente all’interno degli ambulatori, la Sanità  si è imposta la necessità di utilizzare la telemedicina.

Il Dott. Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Roma e vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma  spiega: “Molti anziani hanno paura e non vogliono che andiamo a casa loro. Altri, invece, cercano di tornare alla normalità con comportamenti imprudenti. Il teleconsulto è un po’ calato, si è tornati al telefono e alla visita in studio ma indubbiamente, per i pazienti con dolore cronico non oncologico, le alternative offerte dalla sanità digitale significano molto. Con questi strumenti siamo sempre stati contattati per ricevere sollievo, consigli e indicazioni sulle terapie. Le loro principali richieste? Se fosse necessario sospendere la cura oppure se la stessa potesse in qualche modo favorire o aggravare il coronavirus”.

Dopo l’emergenza Covid-19 le strutture sanitarie hanno richiesto ai medici e fortemente incoraggiato l’uso di mezzi virtuali e digitali, incluse le video-visite, per affrontare i problemi del dolore acuto e cronico.

Il Dott. Pier Luigi Bartoletti  conclude: “Nella Regione Lazio, primi in Italia sulla base delle linee guida dell’Oms e in carenza di dispositivi di protezione individuale, abbiamo sviluppato una piattaforma di teleassistenza che ha consentito, oltre a metodi più empirici e spontanei (social, sms, mail) di non far mai sentire soli i pazienti. Gli strumenti per visitare i pazienti da remoto sono quelli ‘classici’: saturimetro digitale, misurazione della pressione arteriosa e della temperatura corporea. Ma la telemedicina, sebbene sia uno strumento utile, non può sostituire la visita in ambulatorio e bisogna svilupparla in ‘tempo di pace’, concentrandosi sul miglioramento dello standard qualitativo delle apparecchiature. Visite con il supporto digitale non se ne possono fare. Si può, invece, cercare di individuare, anche a distanza, quadri patologici emergenti, consigliare aggiustamenti posologici o verificare se è necessaria una visita in caso di comparsa di sintomi nuovi”.

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