Depressione: nel 2030 sarà la malattia più invalidante al mondo

 

woman-1006102_640La depressione è una malattia spesso non riconosciuta, non diagnosticata e pertanto non adeguatamente trattata. Nel mondo ne soffrono circa 322 milioni di persone, circa il 4.3% della popolazione globale e nel nostro Paese questa malattia interessa oltre 3 milioni di persone, rappresentando una vera e propria epidemia. Negli ultimi 10 anni la depressione è aumentata del 20%, soprattutto tra le persone adulte, quelle fra i 55 e 74 anni. e si prevede che nel 2030 sarà la prima malattia più invalidante al mondo con costi sociali estremamente elevati e con un forte impatto economico.

La SIP (Società Italiana di Psichiatria) sta portando avanti un progetto che coinvolge il nostro Governo al fine di rendere possibile l’instaurarsi di una rete di percorsi diagnostici e terapeutici trasversali che interessano la Medicina Generale, la pediatria, la scuola e gli ambienti di lavoro, tutto ciò per agevolare la diagnosi e la cura del paziente depresso. È fondamentale infatti fornire un’adeguata informazione, sia sulle manifestazioni della malattia, sia diverse opzioni terapeutiche oggi disponibili che sono efficaci e sicure, e che possono essere personalizzate sulla base delle esigenze e delle caratteristiche di ciascun individuo, anche per i casi più complessi.

Secondo l’Oms per affrontare la malattia mentale e la depressione in particolare è necessario un aumento degli investimenti. In molti paesi è del tutto assente o assolutamente scarso il supporto per le persone con disturbi di salute mentale. Anche nei paesi ad alto reddito quasi il 50% degli individui con depressione non ottiene il corretto trattamento. In media, solo il 3% dei bilanci sanitari pubblici è investito in salute mentale, e varia da meno dell’1% nei paesi a basso reddito al 5% nei paesi ad alto reddito. Inoltre, sempre secondo l’Oms, è fondamentale affrontare il pregiudizio e la discriminazione.

Lo stigma continuo associato con la malattia mentale deve essere combattuto ed è importante educare in tal senso con campagne d’informazione eventi e attività, svolte sia di persona che online.