Diamo meno peso al cancro: mettiamoci a dieta!

salad-374173_1920Che l’obesità fosse un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari e diabete era noto da tempo. L’impennata dell’indice di rischio di sviluppare alcuni tumori che deriva da questa condizione è invece meno conosciuta. I tumori del colon, dell’esofago, del rene, della mammella (in post-menopausa) e dell’utero erano già dimostrati correlati ad obesità e sovrappeso. Di recente, però, l’ultimo rapporto dello Iarc (International Agency of Research on Cancer) suggerisce la perdita del peso in eccesso come strategia preventiva contro ben otto altri tipi di tumore.

Sono stati infatti esaminati dall’Agenzia di ricerca un migliaio di studi epidemiologici su obesità e cancro, i cui dati hanno confermato il rischio cancro comportato dall’obesità per i tumori già noti e hanno dato in aggiunta la possibilità di aggiungere alla lista anche il tumore del cardias (stomaco), del fegato, della colecisti, del pancreas, dell’ovaio, della tiroide oltre che il mieloma multiplo e il meningioma. Il rischio di cancro legato all’obesità è risultato il medesimo per uomini e donne e i tumori per i quali questa patologia comporta il rischio maggiore sono quelli dell’esofago (adenocarcinoma) e il carcinoma dell’endometrio.

Perdendo peso, però, come viene dimostrato da alcuni studi, questo rischio può essere in qualche modo ridimensionato, in particolare nel caso del cancro della mammella e dell’endometrio, come si evince dai dati relativi a studi osservazionali o derivanti dal follow-up dei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica.
I meccanismi alla base dell’associazione obesità-cancro sono molteplici. L’obesità è sicuramente associata ad una serie di alterazioni endocrine e del metabolismo, in particolare al metabolismo degli ormoni sessuali, dell’insulina e dell’Igf (insulin growth factor), delle adipochine (ormoni prodotti dal tessuto adiposo), oltre che all’infiammazione. Forti sono le prove che legano l’obesità al cancro attraverso l’alterazione del metabolismo degli ormoni sessuali e l’infiammazione cronica. Sulla base degli studi ad oggi disponibili, concludono gli esperti dello Iarc, stare attenti al peso riduce il rischio di sviluppare la maggior parte dei tumori. Studi animali e di laboratorio confermano che perdere peso possa avere addirittura un effetto protettivo contro i tumori, anche se di questo non si hanno ancora prove certe nell’uomo.

L’allarme obesità e cancro è diventato una certezza. E su questo, tutti gli oncologi medici sono d’accordo. “Le buone abitudini vanno prese da bambini – sottolinea Saverio Cinieri, Direttore Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica & Breast Unit di Brindisi – e in Italia purtroppo l’obesità infantile è un grande problema e si associa spesso ad altri casi di obesità all’interno della stessa famiglia. Essere obesi fin da piccoli, nel tempo porta di sicuro ad alterare dei meccanismi biologici che favoriscono il rischio di cancro. Quindi, tutti a dieta mediterranea, quella vera, facendo in modo che questo campanello d’allarme (che è ormai una ‘campana’) suoni per tutti noi e ci induca a correggere i nostri stili di vita”. Questo vale per chi gode di buona salute, ma anche e soprattutto per chi ha già un tumore. Correggere i fattori di rischio e adottare uno stile di vita sano probabilmente rallenta la crescita tumorale e migliora la risposta alle terapie. “E’ bene quindi – esorta Cinieri – fare attenzione al proprio peso in tutti i periodi della vita, ma anche e soprattutto durante una malattia come il tumore.  E non è difficile. Un recente lavoro ha dimostrato che bastano 30 minuti di passeggiata veloce al giorno, 5 giorni a settimana, per ridurre il rischio di cancro della mammella del 28%. E deve essere chiaro che le faccende casalinghe non sono la stessa cosa che dedicare a se stessi 30 minuti di sana attività fisica al giorno”.