Dipendenza da smartphone durante il lockdown italiano per COVID-19

Dipendenza da smartphone La “nomofobia” (dall’abbreviazione dell’espressione no-mobile phobia), è la paura di non poter consultare il proprio telefono cellulare, di non essere connessi o rintracciabili.

Durante il lockdown avvenuto in Italia nel 2020 a causa della pandemia da COVID-19, l’uso della tecnologia si è rivelato fondamentale per lo smart working, la didattica a distanza, la formazione professionale, ed ha condotto ad una importante modifica dello stile di vita della popolazione, e ad una dipendenza nell’uso dello smartphone, che ha preservato almeno in parte le relazioni sociali.

Ricercatori dell’Università di Catania e dell’Università La Sapienza di Roma hanno pubblicato su Journal of Addictive Diseases uno studio che ha analizzato l’insorgenza della dipendenza da smartphone durante il lockdown ed eventuali differenze tra soggetti di sesso maschile e femminile o legate alla fascia d’età.

Lo studio ha evidenziato punteggi più elevati nei questionari per la valutazione della nomofobia per i soggetti di sesso femminile nella fascia 15-44 anni, mentre per la fascia di età superiore ai 44 anni, i soggetti di sesso maschile hanno ottenuto i punteggi maggiori.

Lo studio evidenzia quindi la propensione, in almeno una parte della popolazione italiana, a sviluppare dipendenza da smartphone, in particolare in circostanze che impediscono le interazioni sociali.

FONTE: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/10550887.2021.1889751

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