DPP: Data Presunta Parto. Come si calcola e a cosa serve

La data presunta del parto è utile anche al ginecologo ed all’ostetrica per programmare i controlli previsti  e monitorare che lo sviluppo del feto all’interno dell’utero proceda secondo i normali ritmi fisiologici.

Per datare la gravidanza e stimare il giorno del parto, il medico utilizza le informazioni raccolte nel corso del colloquio con la coppia o la futura mamma (DPP anamnestica).

La data del parto prevista difficilmente coincide con quella effettiva. Tuttavia, se i cicli mestruali sono regolari il parto avverrà nei 15 giorni precedenti o successivi alla scadenza ipotizzata. Durante le ecografie di controllo, il ginecologo sarà in grado di fornire una datazione più precisa basandosi su parametri relativi alla crescita ed allo sviluppo del feto, confermando o meno la datazione effettuata con il regolo ostetrico e/o il calcolo delle settimane di gravidanza.

Nelle donne con cicli mestruali irregolare la datazione è possibile solo nelle prime settimane di gravidanza, poiché, nel corso di queste fasi, l’embrione ha uno sviluppo regolare che permettono di calcolare esattamente la data presunta del parto.

Il calcolo della data presunta del parto si dovrebbe contare a partire dal momento in cui avviene il vero e proprio concepimento; ovvero quando gli spermatozoi, risalendo l’utero, raggiungono la cellula uovo matura. Stabilire esattamente quando questo avviene è però praticamente impossibile dal momento che l’ovulo espulso dall’ovaia, riesce a sopravvivere per circa 24 ore, mentre gli spermatozoi possono rimanere vitali nell’apparato genitale femminile fino a 72-96 ore. Pertanto, un rapporto sessuale non protetto avvenuto anche 3 o 4 giorni prima dell’ovulazione può portare alla fecondazione.

Per questo motivo, il calcolo della data presunta del parto vengono stimate 40 settimane dal primo giorno dell’ultima mestruazione, che appunto dovrebbe essere avvenuta circa 2 settimane prima del concepimento.