Entro il 2050 gli insetti potrebbero sostituire la carne nella nostra dieta quotidiana

Uno studio, condotto da dietologi italiani  e pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition, ha dimostrato che gli insetti commestibili contengono una grande quantità di proteine, antiossidanti e altre sostanze che fanno bene alla salute.

Cicale, bruchi e farfalle contengono due volte più antiossidanti del succo d’arancia e dell’olio d’oliva; 100 g di carne contengono 26 g di proteine, 100 g di grilli o di larve della farina ne contengono 25 g.

Il dott. Mauro Serafini, uno degli autori dello studio, spiega: “Almeno due miliardi di persone, cioè un quarto di tutta la popolazione, consuma regolarmente insetti. Gli insetti commestibili sono un’ottima fonte di proteine, acidi grassi saturi, minerali, vitamine e fibre”.

Secondo l’ONU, entro il 2050 la popolazione sulla Terra raggiungerà 9,7 miliardi di persone e per soddisfare le esigenze alimentari di tutti sarà necessario il doppio del cibo rispetto a oggi. Inoltre, la scelta del consumo di insetti rappresenta anche una soluzione ecologica dal momento che il 14,5% dei gas serra sono emessi nell’atmosfera a causa dell’allevamento.