In Europa sono aumentati i sieropositivi a causa delle diagnosi tardive

bacteria-1959386_1920Nel 2016 il numero di diagnosi di infezioni da HIV ha raggiunto il picco da quando il dato viene registrato.

L’European Center for Disease Control (Ecdc) e l’OMS, in occasione della giornata mondiale contro l’Aids del primo dicembre, ha pubblicato i dati delle diagnosi dell’HIV: il 51% delle diagnosi sono tardive, per cui le persone rimangono per anni contagiose senza saperlo.

Quasi la totalità dei contagi in (l’80%) è avvenuto nella zona orientale dell’Europa. La direttrice regionale dell’Oms, Zsuzsanna Jakab, ha spiegato in un’intervista con Repubblica, che se le nuove diagnosi non diminuiranno, non si potrà raggiungere l’obbiettivo di mettere fine a questa patologia entro il 2030. La situazione è grave soprattutto perché la maggior parte delle persone sieropositive non sapeva di esserlo da anni, e quindi i potenziali contagiati possono essere moltissimi.

Oggi, grazie ai progressi della ricerca, una diagnosi precoce di contagio da HIV può fare la differenza: infatti esistono farmaci che aumentano le possibilità di vivere una vita lunga ed in salute anche dopo aver scoperto di essere sieropositivi. L’European Center for Disease Control chiede all’Europa di diminuire i tempi medi di diagnosi (circa tre anni) ad oggi troppo lunghi.

Nonostante i grandi passi avanti fatti negli ultimi anni, oggi sono circa 36,7 milioni le persone nel mondo sieropositive. La maggior parte vive nelle regioni più povere dell’Africa, dove l’accesso alla prevenzione è molto limitato. Inoltre, negli ultimi 10 anni il tasso di nuove diagnosi è aumentato del 52% (nel 2007 erano 12 persone su 100.000 abitanti, mentre nel 2016 erano 18 su 100.000 abitanti).