Giardino pensile terapeutico: il percorso immersivo nella natura per le donne in chemioterapia

pexels-photo-736765Inaugurato al Policlinico Gemelli di Roma il primo ‘giardino pensile terapeutico’ dedicato alle donne ricoverate per curare un tumore.

Le pazienti potranno godere di quest’area riparata e protetta, avere un contatto diretto con la natura e trarne gli effetti benefici, oltre che a livello psicologico anche a livello fisico.

Il giardino terapeutico del Policlinico di Roma è il primo percorso multisensoriale e immersivo nature-oriented’ realizzato in Italia.

Nel giardino sono previsti diversi stimoli sensoriali come la riproduzione del rumore dell’acqua, i suoni della natura, le variazioni di temperatura dell’aria, l’intensità variabile della luce, la presenza di piccoli animali come le farfalle. Ci saranno panchine e grandi zone d’ombra nell’area destinata alla chemioterapia e subito fuori da questa, agrumi e piante aromatiche officinali scelte per mitigare gli effetti collaterali delle terapie. Non saranno presenti, invece, piante aromatiche per rendere lo spazio neutro dal punto di vista olfattivo visto che durante la chemioterapia gli odori non sempre sono gradita.

Nel giardino è stato creato anche un percorso sensoriale (sensory path) da fare a piedi nudi, che alterna sassi di fiume, legno ed erba. La sensazione dei sassi scaldati dal sole, il fresco dell’erba, gli oli essenziali del legno consentono di mitigare lo stress e di ritrovare l’equilibrio e l’armonia con gli elementi della terra.

Simona Totaforti, direttore Centro studi ReLab – Studies for Urban Re-Evolution, spiega: “Fruire degli spazi naturali con libertà, o seguendo i percorsi esperienziali suggeriti aumenta il senso di controllo ambientale (spesso assente all’interno degli ospedali) e di benessere fisico, mentale ed emozionale, fino a favorire la riduzione del dolore, le potenzialità di recupero e a massimizzare gli effetti dei trattamenti. In questi luoghi, ispirati alle regole del design biofilico e del design evidence based, si punta a recuperare la consapevolezza del valore terapeutico della natura, del sole, della ventilazione naturale, valore che è scomparso dalla progettazione degli ospedali nella seconda metà del XX secolo“.