Gravidanza dopo un trattamento per tumore

Non c’è alcun aumento di rischio per le donne che hanno avuto un tumore al seno e che vogliono affrontare la gravidanza; lo ha dimostrato uno studio internazionale sulle donne BRCA-mutate condotto dall’oncologo Matteo Lambertini dell’Irccs Policlinico San Martino di Genova.

Il Dott. Lambertini aveva già dimostrato che la gravidanza dopo la fine delle terapie non incideva sul rischio di recidive per chi ha avuto un carcinoma di tipo “ormonale”. La nuova ricerca si è focalizzata sulle pazienti BRCA-mutate, ovvero le portatrici della cosiddetta “mutazione Jolie”, quella nei geni BRCA 1 e 2, che aumenta significativamente la probabilità di ammalarsi.

Lo studio ha arruolato più di 1.252 donne tutte sotto i 40 anni e tutte con mutazione ereditaria BRCA e che avevano avuto un tumore al seno diagnosticato tra il 2000 e il 2012. Tra queste il 16% ha avuto una gravidanza dopo il trattamento.

Al follow up avvenuto dopo circa 8 anni si è potuto osservare che non vi erano differenze nella prognosi tra le donne che avevano avuto un figlio e le altre, né vi erano effetti negativi sui bambini ascrivibili alle cure.

Il Dott. Lambertini spiega: “Fino a non molto tempo fa i medici sconsigliavano di avere una gravidanza dopo il tumore al seno c’erano, e ci sono tutt’ora, molte preoccupazioni che possa peggiorare la prognosi, un evento ritenuto possibile da circa il 30% degli oncologi. Poche settimane fa, in un altro studio abbiamo rivelato che la percentuale sale al 45% se si parla di donne BRCA-mutate. Quasi la metà degli oncologi, quindi, sconsiglierebbe a queste pazienti di avere dei figli. In realtà non c’è un razionale per cui in questa popolazione di donne le cose debbano essere diverse, ma non avevamo dati per affermare che la gravidanza fosse ugualmente sicura”.