Inquinamento e salute, gli effetti da non sottovalutare

L’inquinamentoindustry-1149888_640 atmosferico è un problema che minaccia da anni l’esistenza degli esseri umani e degli altri esseri viventi del nostro pianeta. Negli ultimi anni, però, la questione ha preso l’aspetto di una vera e propria emergenza che le varie organizzazioni non riescono a contenere e risolvere in via definitiva data spesso l’impossibilità di agire contro un mondo che ha le sue regole e va sempre più veloce.

L’inquinamento provoca piogge acide, danneggia lo strato di ozono, contribuisce al riscaldamento globale, ma non solo; provoca molti effetti dannosi per la nostra salute. Nemico spietato della salute a tutte le età e nella terza età, potrebbe avere un ruolo decisivo nella comparsa delle demenze senili, di cui la malattia di Alzheimer rappresenta la forma più diffusa. L’aria inquinata che respiriamo causa tosse, dispnea, difficoltà respiratorie, senso di costrizione toracica. Peggiora la gravità di eventuali malattie polmonari esistenti e aumenta il rischio di avere un attacco di cuore, icuts e demenza. L’esposizione a lungo termine allo smog e all’inquinamento può causare poi il temutissimo cancro.

E’ importante che ognuno di noi faccia la propria parte per rendere il pianeta un luogo meno inquinato e per difendersi dalle ripercussioni sulla nostra salute. Innanzitutto bisogna fare uso di mezzi di trasporto pubblici, adottare misure per risparmiare energia e non lasciare le luci accese se non servono, riciclare gli oggetti evitando gli sprechi, utilizzare tecnologie di energia pulita, come quelle eolica, solare e geotermica, non bruciare rifiuti domestici, specialmente se contengono plastica, in quanto questa rilascia sostanze chimiche altamente tossiche per l’ambiente

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è sempre stata in prima linea in questa battaglia, raccomandando limiti più stringenti per il controllo degli inquinanti rispetto a quelli suggeriti dall’Unione Europea, e indicando possibili interventi per il miglioramento della situazione mondiale. Inoltre, l’OMS ha recentemente avviato un processo di aggiornamento delle linee guida sulla qualità dell’aria rilasciate nel 2006 per supportare e guidare gli stati membri all’implementazione delle nuove direttive.

I medici sono i primi testimoni degli effetti che provoca il danno ambientale alla salute umana. Risulta fondamentale la sorveglianza epidemiologica, territoriale, con periodica revisione temporale delle variazioni ambientali, questi possono precocemente cogliere la diffusione di malattie, in particolare nelle zone inquinate o ad elevato traffico. Anche i medici dovranno dare un contributo importante; se gli uomini sono responsabili dell’ambiente in cui vivono, i medici lo sono due volte. Si dovrà elaborare una strategia di formazione in tema di prevenzione ambientale, con alleanza fra le istituzioni, la società civile e la comunità scientifica.