Integratori per il potenziamento cognitivo

In Europa circa il 20-30% degli studenti ricorre al potenziamento cognitivo con l’ausilio di integratori per l’affaticamento cerebrale: dal fosforo al magnesio a cui vengono aggiunti antiossidanti e molecole.

La dottoressa Johann Rossi Mason spiega: “Il cervello è un organo che può essere spinto oltre i propri limiti ma non per lungo tempo. Può funzionare anche a regimi elevati purché gli sia dato modo di recuperare e questo avviene con un adeguato numero di ore di sonno. Almeno 8 durante le quali il cervello fa pulizia e soprattutto organizza i ricordi. In scarsità di riposo, la memoria è meno efficiente. E sommando l’uso indiscriminato di sostanze eccitanti (caffeina, taurina, ginseng, ecc) si può avere un senso di energia immediato ma che si ‘paga’ a medio termine”.

I farmaci utilizzati per disturbo da deficit dell’attenzione, demenza o narcolessia possono, per chi non è affetto da questa patologia, avere un effetto di potenziamento cognitivo come aumento dell’attenzione e della concentrazione, memoria e annullamento del senso di fatica. Nonostante diversi studi non sono riusciti a dimostrarne l’innocuità dell’utilizzo di tali farmaci a lungo termine gli stessi non sono comunque vietati.

I ricercatori dell’Università del Delaware e di Philadelphia hanno spiegato che l’assunzione di sostanze che modificano l’equilibrio dei neurotrasmettitori può interferire con il corretto sviluppo del cervello.

È importante quindi limitarne le dose e soprattutto consultare il proprio medico prima dell’assunzione.