Sei intelligente? Lo capisco dagli occhi

eye-2153580_640Gli occhi sono molto di più che lo specchio dell’anima, possono essere addirittura rivelatori dell’intelligenza di un soggetto. È infatti quanto afferma un nuovo studio americano che letteralmente vede nella grandezza delle pupille la spia del quoziente intellettivo di una persona. Se ognuno di noi sa che le pupille si dilatano normalmente quando si è in presenza di poca luce, quello che invece non si sapeva è che vi sono pupille che divengono (o sono) più grandi di altre. Proprio questa peculiarità farebbe la differenza.

Questo legame dipenderebbe dal locus coeruleus, ossia un’area che collega direttamente la pupilla con il cervello. Si tratta dell’area del sistema nervoso centrale dove viene sintetizzato il neurotrasmettitore noradrenalina, legato anche ai processi cognitivi della corteccia prefrontale. Questa condizione farebbe sì che persone più intelligenti siano anche più sensibili ai segnali eccitatori e inibitori del sistema neurale. I due processi: maggiori livelli di noradrenalina e pupille più grandi, farebbero dunque la differenza tra minore o maggiore intelligenza, il tutto passando attraverso il rapporto tra pupille e il locus coeruleus. Ecco perché la dimensione della pupilla potrebbe rivelare l’attività neurale.

Condotto presso la Georgia Institute of Technology, lo studio ha coinvolto 512 individui che sono stati sottoposti a una serie di test cognitivi, per misurare in particolare la loro memoria di lavoro (parte della memoria a breve termine che ci serve, ad esempio, per tenere a mente un numero mentre lo stiamo digitando sulla tastiera del telefono) e la loro intelligenza fluida, o ragionamento fluido, che è la capacità di pensare logicamente e risolvere i problemi in situazioni nuove. Al termine dell’esperimento, i ricercatori hanno analizzato i dati, ed è emerso in maniera piuttosto schiacciante, come il 90% dei soggetti con una pupilla dell’occhio più estesa avesse avuto risultati migliori rispetto a coloro i quali presentavano una pupilla di dimensioni normali.

Lo studio pubblicato sulla rivista Cognitive Psychology, è uno dei primi nel suo genere e, precisano gli stessi autori, necessiterà di approfondimenti dato che le scoperte sono “incidentali e mancano di una spiegazione chiara”. La stessa équipe di lavoro aveva compiuto altri studi analoghi nei mesi precedenti, e ha via via introdotto nel campione variabili diverse relative a etnia, fasce d’età, uso di sostanze stupefacenti. Ad essere correlata con la grandezza delle pupille – concludono i curatori della ricerca – è soprattutto l’intelligenza fluida: è quella la direzione in cui indagare nei prossimi anni per comprendere al meglio questo sorprendente fenomeno.