La depressione nella terza età

La depressione è molto comune nella terza età. In Italia circa il 20% degli anziani residenti al proprio domicilio presentano sintomi depressivi rilevanti, mentre tra quelli ricoverati in reparti ospedalieri la percentuale sale a oltre il 30% e negli ospiti delle case di riposo sale addirittura al 45%.

La depressione negli anziani è strettamente legata agli  aspetti esistenziali, sociali e psicologici che vivono come l’essere soli o vedovi, la disabilità oppure un lutto recente o l’isolamento sociale.

Un’altra condizione che rende l’anziano vulnerabile alla depressione è sicuramente la presenza continua di dolore fisico. In molte delle persone che sviluppano un quadro depressivo in età avanzata, la risonanza magnetica nucleare evidenzia spesso delle piccole alterazioni che indicano un’insufficienza circolatoria a livello cerebrale. Infatti, anche alcune malattie, quali ictus, ipertensione, diabete o  demenza si associano alla depressione.

I sintomi caratteristici della depressione nell’anziano sono una tristezza persistente che duri da due o più settimane e la perdita o diminuzione di interesse e piacere; l’insorgere di ansia, inquietudine e agitazione nonché irritabilità e ostilità. Le attività quotidiane possono essere  compromesse in modo variabile a seconda della gravità del quadro depressivo.

Inoltre potrebbero manifestarsi anche delle alterazioni di tipo fisico come la perdita dell’appetito e del peso corporeo, alterazioni del sonno e stanchezza persistente.

Purtroppo non esistono metodi di prevenzione scientificamente provati contro la depressione.

In situazioni ritenute di grado medio-grave si interviene con una cura che associa farmaci antidepressivi con una psicoterapia, mentre sono sufficienti supporto psicologico o una psicoterapia nei casi di depressione più lieve.