La malnutrizione determina una minore efficacia e maggiore tossicità delle cure oncologiche

Secondo il recente  studio ‘PreMiO’ (Prevalence of Malnutrition in Oncology) condotto su circa 2.000 pazienti oncologici, la perdita di peso è presente già al momento della prima visita specialistica.

La malnutrizione è sicuramente determinata da diversi fattori quali: un aumento del metabolismo da parte delle cellule tumorali che consumano le riserve energetiche, dalla diminuzione dell’appetito, dalla inevitabile perdita di percezione dei sapori, dalla difficoltà di deglutire e dalla nausea.

Nelle forme di malnutrizione più serie il rischio di morte aumenta da 2 a 5 volte. Il cancro può determinare uno stato d’infiammazione e una accelerazione del metabolismo che possono favorire una perdita di peso, di appetito, di massa muscolare, un deperimento generalizzato chiamato cachessia.

Giuseppe Aprile, direttore del Polo oncologico di Vicenza e consigliere nazionale Aiom, spiega: “La sindrome cachettica, colpisce circa la metà dei pazienti oncologici con malattia avanzata, determina possibile perdita di efficacia delle cure antitumorali, aumento degli effetti collaterali e impatta negativamente sulla qualità della vita dei malati”.

Paolo Marchetti, ordinario di Oncologia medica all’Università Sapienza di Roma, aggiunge: “Prevenire la progressione della perdita di peso nei malati oncologici riduce la tossicità dei farmaci, migliora la sensibilità delle cellule a ricevere i trattamenti, diminuisce la frequenza e la durata dei ricoveri e le complicanze post operatorie”.