La nuova mano robotica

Loretana Puglisi e Almerina Mascarello sono state le prime due pazienti che hanno potuto sperimentare mano bionica. Le due donne sono riuscire a sentire di nuovo la percezione dell’arto.

Uno studio internazionale ha sviluppato un codice in grado di trasmettere per la prima volta ai nervi del braccio amputato tutta la varietà di percezioni che avrebbe ricevuto dai neuroni tattili della propria mano e, quindi, di comunicare le informazioni utili per il movimento in modo estremamente naturale.

La ricerca oltre all’importante miglioramento sulla qualità della vita delle pazienti, apre nuovi scenari nello sviluppo delle protesi artificiali e sulla loro capacità di recuperare il più possibile la naturalezza dell’arto mancante.

Grazie a simulazioni matematiche del comportamento dei neuroni è stato possibile accertare che un paziente riesce a ricevere informazioni più naturali ed efficaci stimolando il nervo periferico con informazioni molto simili a quelle che i sensori delle dita naturali fornirebbero in situazioni normali.

Silvestro Micera, docente di bioingegneria all’istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna, spiega: “I nostri risultati permetteranno di avere protesi di mano che siano allo stesso tempo efficaci e utilizzabili in modo naturale e non avvertite come un corpo estraneo. Ciò aumenterà in maniera significativa l’impatto clinico di queste tecnologie“.