La pet therapy

73La pet therapy è nata nei primi anni ’60 ed è una pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza di un animale a una persona. Il percorso che viene intrapreso non è legato solo ad un contesto terapeutico ma anche educativo o ludico. La vicinanza con l’animale stimola la sfera emozionale e favorisce l’apertura a nuove esperienze e nuovi modi di comunicare. L’animale non giudica, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi. In sua compagnia diminuisce il battito cardiaco e calano le ansie e le paure.

La dottoressa Abellonio di ConTatto pet therapy, spiega: “Nella maggioranza dei casi  vengono attivati interventi con bambini, anziani, persone con disabilità o disturbi psichiatrici. Interagire con un animale può voler dire per un bambino sviluppare processi di apprendimento più rapidi e imparare a prendersi cura di qualcuno diverso da sé. Bambini e ragazzi con disabilità grazie alla relazione con l’animale possono trovare nuovo entusiasmo e motivazione nell’affrontare piccoli compiti quotidiani e sperimentare una modalità facile e spontanea di interazione”.

Le Linee Guida Nazionali – afferma la dottoressa Manuela Bergadano,  psicologa di ConTatto pet therapy  – raccomandano di coinvolgere negli interventi solo animali da compagnia, quindi cani, gatti, conigli, asini e cavalli. Ogni animale deve essere certificato, deve avere requisiti sanitari e comportamentali, attitudinali e di capacità, valutati da un veterinario esperto”.

Nel mondo di oggi, purtroppo i bambini sono sempre meno in relazione con il mondo animale rispetto al passato, un peccato visto la ricchezza emotiva che questi trasmettono.