La telemedicina nel contesto delle malattie cardiovascolari: pronti per il futuro?

telemedicinaUn recente articolo di Soliman AM, dello Houston Methodist Debakey Heart & Vascular Center, Stati Uniti, esamina lo stato dell’arte e i prossimi sviluppi della telemedicina.

La pandemia da COVID-19 ha portato la telemedicina al centro dell’assistenza sanitaria ai pazienti, accelerandone l’introduzione nella pratica clinica dei medici di tutto il mondo. L’analisi da remoto di dati clinici consente di risparmiare tempo e di ridurre i costi e la pressione sui trasporti, sul personale sanitario e sulle strutture di accoglienza dei pazienti.
La nascita della telemedicina non è affatto recente, ma viene fatta risalire al 1920, con l’introduzione negli Stati Uniti di trasmissioni televisive sperimentali. Maggiori sviluppi si sono avuti in seguito nel campo della diagnostica per immagini e della cardiologia, dove, in particolare, assume un ruolo centrale il monitoraggio da remoto di parametri come il peso, la pressione arteriosa, l’attività fisica svolta, la presenza di aritmie, il diabete, l’adeguato dosaggio dei farmaci, i dati sullo scompenso cardiaco.

Il monitoraggio da remoto dei dati clinici è un’attività relativamente semplice e poco costosa, implementabile attraverso piattaforme tecnologiche dedicate, nuove o preesistenti. La semplificazione di tali piattaforme è un prerequisito fondamentale per un accesso ampio ed equo da parte della popolazione, affinché il loro uso diventi rapido ed intuitivo, come già avvenuto in passato con gli smartphone. Ovviamente, lo sviluppo della telemedicina è strettamente legato all’accesso alla rete Internet e alla banda larga da parte dell’intera popolazione, anche di quella svantaggiata da un punto di vista socioeconomico. Solo superando tutte le disparità sociali, la telemedicina e gli strumenti digitali sanitari ad essa associati verranno implementati con successo.

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Per approfondire: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7812843/pdf/i1947-6094-16-4-283.pdf