La triplice terapia per l’HIV

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids la Società italiana di farmacologia (Sif) annuncia la grande svolta:  “Grazie alla ‘triplice terapia’ a base dei nuovi antiretrovirali è possibile cronicizzare l’infezione, ovvero fare in modo che, pur restando nell’organismo, non risulti tuttavia letale. Il virus dell’Hiv quindi non viene eradicato, ma gli viene impedito di replicarsi e diffondersi fino a compromettere a tal punto la funzionalità del sistema immunitario da portare a morte l’organismo con infezioni e lo sviluppo di tumori“.

L’attuale terapia antiretrovirale dell’infezione da Hiv  si conduce principalmente impedendo quattro meccanismi-chiave del virus: blocco dell’ingresso dell’Hiv nelle cellule; blocco della capacità dell’Hiv di modificare il proprio corredo genetico da Rna in Dna, tappa necessaria al virus per replicarsi; blocco della capacità del virus di integrare il proprio Dna, così trasformato, nel Dna della cellula ospite; blocco della maturazione delle nuove particelle virali potenzialmente infettanti.

Gli esperti spiegano: “Oggi una persona sieropositiva che segue la triplice terapia deve assumere tre farmaci contenuti in un’unica compressa, da una sola somministrazione al giorno. Un notevole passo in avanti per la qualità di vita del paziente, rispetto agli anni Ottanta e la prima parte degli anni Novanta, quando la terapia consisteva in 28 differenti farmaci, da assumere in momenti diversi del giorno“.

Secondo la Sif la qualità di vita di un paziente sieropositivo, in terapia oggi, è sempre più simile a quella di un paziente non sieropositivo.