Laser a luce verde per l’ipertrofia prostatica

Uno studio pubblicato sulla rivista European Urology ha evidenziando l’associazione tra disturbi urinari, ipertrofia prostatica e infiammazione cronica. La patologia è molto diffusa e colpisce circa il 10% degli uomini tra 40 e 50 anni e l’80% degli ultra 50enni.

L’ipertrofia prostatica è la patologia più comune tra gli uomini seguita da infezioni, neoplasie, calcolosi e cisti ed è anche la sede di malattie infiammatorie come prostatiti e tumori.

L’ipertrofia prostatica benigna è causata da un’infiammazione cronica della ghiandola prostatica originata da infezioni batteriche o virali, alterazioni ormonali o di origine autoimmune, sindrome metabolica o invecchiamento.

I principali sintomi sono: il riempimento della vescica che porta a urgenze diurne e a continui risvegli notturni per soddisfare il bisogno di urinare. La manifestazione cronica dell’IPB si palesa con calcificazioni a livello prostatico, diagnosticabili con una semplice ecografia.

La cura tradizionale dell’ipertrofia prostatica è farmacologica. Ma negli ultimi anni una valida alternativa è rappresentata dal trattamento con laser a luce verde, eseguito in anestesia spinale con le dimissioni del paziente in 24 ore.

Questa procedura è di grande vantaggio per i pazienti in trattamento con anticoagulanti, i quali potranno essere operati senza sospendere la terapia. La laser-vaporizzazione della prostata riduce , fino ad eliminarli totalmente, i sintomi causati dall’iperplasia prostatica benigna.

Anche lo sport può essere un valido aiuto soprattutto in fase preventiva.