L’atrofia muscolare spinale: cosa sappiamo e quali sono i nuovi trattamenti approvati

L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia neuromuscolare ereditaria che provoca degenerazione dei motoneuroni alfa nel midollo spinale, causando ipotonia progressiva grave e debolezza muscolare.

Ha una frequenza nei portatori di 1 su 40-50 e un’incidenza stimata di 1 su 10000 nati vivi, risultando così la seconda malattia recessiva autosomica più comune.

I soggetti con SMA hanno una perdita di funzione omozigote del gene di sopravvivenza dei motoneuroni SMN1, dovuta principalmente ad una delezione nell’esone 7, rilevabile tramite test diagnostici. Il numero di copie del gene SMN2 può modificare il fenotipo clinico e quindi è un importante fattore predittivo.

Sono stati recentemente approvati dalla Food and Drug Administration statunitense tre trattamenti per la SMA: il nusinersen, che aumenta i livelli di espressione della proteina SMN utilizzando un oligonucleotide antisenso che altera lo splicing del trascritto di SMN2; onasemnogene abeparvovec, un protocollo di terapia genica che utilizza un vettore adenovirale per aumentare i bassi livelli di proteina SMN funzionale; risdiplam, una piccola molecola che altera lo splicing di SMN2 per aumentare la proteina SMN funzionale. Lo screening neonatale per la SMA si è rivelato utile per attivare il trattamento nei neonati prima della perdita dei motoneuroni e ha migliorato gli esiti clinici.

FONTE: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7846873/

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