Le nuove linee guida per la steatosi epatica non alcolica

medic-563423_1920La steatosi epatica non alcolica, spesso indicata con l’acronimo inglese NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Disease) comprende un insieme di condizioni associate all’accumulo di grasso nel fegato, che varia dal fegato grasso non alcolico o dalla steatosi semplice alla steatoepatite non alcolica (NASH), e può progredire verso la cirrosi, l’insufficienza epatica ed il carcinoma epatocellulare.
Ha una prevalenza del 20-50% nella popolazione generale ed è strettamente associata alla sindrome metabolica (obesità centrale, livelli elevati di glucosio e trigliceridi, colesterolo HDL basso e ipertensione).

Da qualche giorno, il National Institute for Health and Care Excellence inglese (NICE) ha pubblicato le nuove linee guida riguardanti la gestione dei pazienti con steatosi epatica non alcolica, corredate da tutte le informazioni riguardo alla patologia, all’identificazione precoce del paziente affetto da NAFLD (bambini, adulti e anziani), gli opportuni cambiamenti da apportare nello stile di vita e i nuovi trattamenti per la cura della patologia. Le indicazioni che ne scaturiscono focalizzano l’obiettivo di identificare i gruppi a più alto rischio di sviluppare NAFLD, ma anche di guidare la diagnosi nei bambini e negli adolescenti e l’identificazione di bambini ed adulti in stadio avanzato di fibrosi epatica, e contengono raccomandazioni di utilità pratica, sia per il paziente che per il medico,

Identificazione dei pazienti a rischio

Nel documento viene sottolineato come i pazienti a più alto rischio sono i malati di diabete di tipo 2 e/o sindrome metabolica ma anche alcolisti con problemi epatici scatenati dall’alcool.

Per la diagnosi, oltre alla visita specialistica epatologica, è consigliata l’ecografia epatica. L’ecografia va ripetuta ogni 3 anni in soggetti con diabete di tipo 2 e/o sindrome metabolica e nei consumatori di alcool.

Per identificare i soggetti con NAFLD e fibrosi epatica avanzata è necessario utilizzare il test ELF (enhanced liver fibrosis): valori di ELF pari o superiori a 10.51 sono indice di avanzata fibrosi.

I pazienti devono anche essere consapevoli che la NAFLD è un fattore di rischio per il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie renali croniche e che nelle persone con diabete di tipo 2, è un fattore di rischio per fibrillazione atriale, infarto miocardico, ictus ischemico e morte per cause cardiovascolari.

Modifiche nello stile di vita

Le persone obese o in sovrappeso devono seguire una dieta adeguata e fare attività fisica regolare; non è consigliato l’uso degli acidi grassi omega-3 perché ad oggi privi di sufficienti evidenze cliniche. Viene pure raccomandata una limitazione nel consumo di alcool.

Trattamento farmacologico

Gli autori raccomandano di tener conto di eventuali patologie concomitanti e del rischio di eventi avversi associati a queste condizioni, prima di prescrivere negli adulti pioglitazone o vitamina E, farmaci già identificati nelle precedenti linee guida ma non ancora provvisti di indicazioni approvate per questi trattamenti, per cui viene demandata allo specialista la responsabilità nell’utilizzo.

Nei bambini e nei giovani pazienti, sia diabetici che non, con fibrosi epatica avanzata, le cure specialistiche prevedono l’utilizzo della vitamina E.

Il test di valutazione della fibrosi epatica avanzata deve essere ripetuto due anni dopo l’inizio della terapia farmacologica, così da valutarne l’efficacia e decidere se proseguire o meno il trattamento.