Le ustioni

Un’ustione è una lesione della cute e, nei casi più gravi, anche dei tessuti sottocutanei provocata dal calore o da un contatto diretto col fuoco, con liquidi bollenti, con il vapore, con sostanze chimiche ma anche da un’eccessiva esposizione al sole e dalla corrente elettrica (folgorazione).

La gravità di un’ustione dipende da due fattori: la superficie corporea interessata e la sua profondità.

Se la superficie ustionata è inferiore al 20% nell’adulto e al 12-15% nei bambini si parla di scottature localizzate; se invece l’ustione ricopre una maggiore percentuale corporea si parla di ustioni diffuse, i cui effetti generali si ripercuotono in tutto l’organismo, compresi gli organi interni.

Le ustioni si distinguono in:
Ustioni di primo grado, quando sono leggere scottature e interessano solo lo strato più superficiale dell’epidermide.
Ustioni di secondo grado, quando interessano gli strati superficiali e profondi della cute (il derma) e causano generalmente delle bolle (flittene) dovute alla fuoriuscita del plasma dai capillari cutanei coinvolti.
Ustioni di terzo grado (le più gravi), quando, oltre allo strato dell’epidermide e del derma, vengono danneggiati anche i tessuti sottostanti (tessuto adiposo e muscolare, fino ad arrivare alle ossa), provocando la morte (necrosi) dei tessuti cutanei e la formazione di macchie nere e croste (escare).

In caso di ustione si consiglia di tenere la lesione sotto l’acqua corrente (a circa 15°) o fare impacchi di acqua fresca per 15 minuti ma solo se l’ustione non è stata caudata da sostanze chimiche.

Rimuovere eventuali indumenti, senza strofinare la zona lesionata, ed eventuali gioielli, che potrebbero ostacolare la medicazione ma attenzione a non provare a rimuovere gli indumenti se risultano attaccati alla lesione.

Coprire la zona ustionata con una garza sterile o stoffa di cotone ben pulita e bagnata. Far distendere il soggetto in posizione supina e coprirlo per evitare l’ipotermia. Attenzione, non applicare sulla zona ustionata creme, pomate, disinfettanti, olio, ghiaccio, o dentifricio. Non forare le bolle poiché la parte lesa potrebbe infettarsi. Non fare bere l’infortunato e non somministrargli farmaci.