L’efficacia delle piante contro il mal di testa

sunflower-1627193_640Uno studio condotto dai ricercatori del consiglio nazionale delle ricerche – Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr) e Istituto di scienze neurologiche (Isn-Cnr), ha valutato l’efficacia delle piante contro il mal di testa.

La ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Ethnopharmacology ha confermato che circa il 42% delle piante utilizzate dalla medicina popolare italiana per la cura della cefalea era già in uso nel periodo tra il V secolo a.C. e il II d.C.

Alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, circa il 79% delle piante utilizzate nel passato presenta metaboliti secondari (composti organici che non hanno una funzione diretta sulla crescita e lo sviluppo delle piante) con azione anti-infiammatoria e analgesica e comunque in grado di contrastare i meccanismi ritenuti alla base delle principali forme di cefalee”, spiega Giuseppe Tagarelli dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr).

“Ad esempio, i diterpeni estratti dal girasole, dal sambuco e dall’artemisia agiscono sulle cavie come i fans, i farmaci antiinfiammatori non steroidei che solitamente si assumono contro le cefalee, oltre che per ridurre lo stato infiammatorio in patologie articolari, reumatologiche e muscolo-scheletriche. Questi metaboliti secondari sono infatti in grado di bloccare la produzione degli enzimi che favoriscono la biosintesi delle prostaglandine, mediatori dell’infiammazione”.

 Le cause che scatenano emicranie e cefalee variano di volta in volta, non tutti i mal di testa sono uguali e non tutti vanno curati allo stesso modo. Ad eccezione di patologie specifiche da curare presso centri specializzati, chi ne soffre può però ricordarsi di utilizzare rimedi diversi e naturali prima di ricorrere al solito antidolorifico.