L’infiammazione cronica come causa comune delle principali malattie?

cells-1872666_1920Secondo gli esperti, l’infiammazione cronica può essere associata a diverse patologie (dai problemi cardiovascolari ai tumori).

Da qualche anno, vengono condotte ricerche e studi sulla flogosi, termine tecnico di infiammazione cronica, perché si è capito che non si tratta di una semplice infiammazione curabile con normali farmaci, ma di una situazione che può innescare meccanismi, i quali porterebbero il corpo a sviluppare le malattie più conosciute oggi.

L’infiammazione sta assumendo sempre un ruolo più importante negli studi scientifici: sono stati creati addirittura dei dipartimenti specifici per studiarla e curarla. Inoltre, da alcuni studi è emerso che patologie diverse tra loro, come problemi cardiovascolari, cancro obesità, diabete e malattie neurodegenerative, condividono i meccanismi infiammatori.

Per esempio, in casi di obesità, la sovrabbondanza di tessuto adiposo disorienta i macrofagi (cellule che regolano le funzioni del grasso corporeo), che con l’eccesso di peso iniziano a produrre molecole pro-infiammatorie. In questo caso, le conseguenze possono essere problemi cardiovascolari, dovuti appunto ad un cattivo funzionamento dei meccanismi cellulari. Esistono anche altri tipi di infiammazione, ad esempio quella intestinale, quella celebrale o quella collegata alle malattie autoimmuni.

Non sempre però l’infiammazione è un male: si tratta infatti di un processo naturale, che avviene dopo aver terminato i pasti. L’intestino crea questa piccola infiammazione che stimola la produzione di macrofagi, permettendo un corretto funzionamento del tratto gastrointestinale. Se però mangiamo troppo o troppo poco, si possono avere risultati negativi, come nell’esempio descritto sopra.