Livelli di vitamina D e COVID-19: quale relazione?

Vitamina DGli studi osservazionali su una possibile relazione tra i livelli plasmatici di vitamina D (1, 25-diidrossi vitamina D3) e il rischio di sviluppare COVID-19 in seguito ad infezione da Sars-CoV-2 sono numerosissimi e con dati spesso contrastanti.

Di fatto, la vitamina D è nota per le sue capacità immunomodulatorie innate ed adattative, oltre che per i suoi effetti antivirali ed antiinfiammatori. Inoltre, la vitamina D può aumentare l’espressione di geni ad attività antiossidante e migliorare l’immunità cellulare.

Tedhome A et al. hanno recentemente pubblicato su Frontiers in Public Health una review sistematica e meta-analisi per chiarire la relazione tra livelli di vitamina D e infezione da Sars-CoV-2. Delle 318 pubblicazioni identificate su PubMed, solo 14 hanno soddisfatto i criteri di inclusione stabiliti dagli autori. Gli esiti della meta-analisi rivelano che il miglioramento dei livelli di vitamina D è associato a un minor rischio di infezione da COVID-19 e alla riduzione della tempesta di citochine che è spesso causa di aumentata mortalità.

In particolare, è stato stimato che i soggetti con carenza di vitamina D hanno una probabilità maggiore dell’80% di acquisire un’infezione da COVID-19. Pertanto, la review indica che migliorare i livelli di vitamina D nella popolazione generale può potenzialmente ridurre il rischio di infezione da COVID-19 e ridurre la mortalità nei soggetti adulti. Sono tuttavia necessari ulteriori, più ampi studi, per generare evidenze più robuste di tale associazione.

FONTE: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpubh.2021.624559/full

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