Con il lockdown sono aumentati i malati dipendenti dal Gioco d’azzardo

Si stima che i ludopatici siano oltre un milione e trecentomila persone. Secondo gli esperti il lockdown e la conseguente chiusura di Lotto e Superenalotto, sale bingo, sale scommesse e sale gioco ha peggiorato la condizione dei dipendenti dal gioco d’azzardo.

Pare infatti che nonostante la suddetta chiusura, l’isolamento abbia favorito l’utilizzo del gioco online creando una dipendenza ancora più forte.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e le varie consulte regionali stanno monitorando il fenomeno attraverso le richieste di aiuto ai vari sportelli e numeri verdi. Le chiamate al numero verde Iss, sono circa 350 al mese, in questo periodo sono divenute più lunghe, la media da 15 minuti a 40.

Il Dott. Fabrizio Fanella psicoterapeuta, dell’Osservatorio regionale Lazio su gioco d’azzardo patologico ha aggiunto: “Vi è stato in queste settimane un aumento forte del gioco online, la solitudine ha provocato peggioramenti nelle persone dipendenti dal gioco e un incremento esponenziale del consumo di alcol. Nell’immediato futuro faremo i conti con questi effetti psicologici del lockdown”.

Secondo il Dott. Fabrizio Fanella le cause potrebbero essere imputabili a: “La copresenza forzata 24 ore su 24 con un familiare o un convivente può rendere evidente un comportamento di gioco compulsivo; l’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona con un disturbo specifico può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni di convivenza”.

Secondo gli esperti il 60% dei giocatori patologici è uomo con età compresa tra i 40 e i 55 anni. Il giocatore patologico non è interessato al gioco in sé, il Dott. Fanella conclude: “Vuole in quel momento evadere dalla realtà e provare forti sensazioni. È l’azzardo. Si calcola il 40-45% sia dedito all’online, percentuale che sicuramente ora aumenterà”.