I lunghi ricoveri sono realmente responsabili di trombosi?

Secondo il recente studio italiano pubblicato sulla rivista Majo Clinic Proceedings, non è vero che i lunghi ricoveri in ospedale per malattie acute fanno aumentare il rischio di trombosi.

Durante i lunghi ricoveri solitamente viene somministrata a tutti i pazienti una terapia anticoagulante, che rappresenta una voce di costo notevole per il sistema sanitario. Secondo gli ultimi dati raccolti invece, la terapia preventiva è utile solo nel 2% dei pazienti.

Lo studio Aurelio è stato condotto su oltre mille pazienti ricoverati nei reparti di otto ospedali universitari italiani e ha dimostrato che il ricovero in ospedale per patologie acute non porta quasi mai allo sviluppo della trombosi venosa profonda, come finora temuto.

Francesco Violi, ordinario di Medicina Interna all’Università Sapienza di Roma e coordinatore dello studio spiega: “La terapia anticoagulante prescritta per prevenire la trombosi venosa profonda non è necessaria e non incide in maniera significativa sul rischio di malattia. La probabilità di sviluppare una trombosi venosa profonda durante un ricovero per una malattia acuta non aumenta di otto volte, come si temeva finora, ma è di appena lo 0.25%, anche senza profilassi. Circa il 2% dei pazienti ha già la malattia al momento del ricovero ma non lo sa e deve essere perciò individuato, perché in questi casi la terapia anticoagulante preventiva è invece indispensabile“.