L’utilizzo compulsivo dello smartphone può trasformarsi in dipendenza patologica

girl-1192032_1920Secondo una ricerca sulla dipendenza da smartphone, condotta dall’Università di Granada, la fascia d’età più colpita è quella dai 18 ai 25 anni.

Gli esperti definiscono “Nomofobia” l’ossessione per lo smartphone (paura che la batteria si scarichi, nervosismo dovuto all’esaurimento del credito telefonico o per la mancanza di rete). Questa patologia colpisce milioni di persone in tutto il mondo, ma i più colpiti sono i giovani adulti con bassa autostima e con problemi nelle relazioni sociali, che quindi sentono il bisogno di essere costantemente connessi.

I sintomi sono simili a quelli dell’ansia, ma secondo i ricercatori dell’Università federale di Rio de Janeiro la Nomofobia va considerata come una dipendenza patologica più che un disturbo d’ansia. Infatti, già nel 2014 un gruppo di ricercatori aveva già proposto di inserire questa patologia nel Manuale Diagnostico e Statico dei Disturbi Mentali.

Secondo gli esperti è possibile guarire da questa patologia con lo psicodramma, una terapia che si basa con la messa in scena di una situazione attraverso verbalizzazione ed azione. Viene eseguita una terapia di gruppo, il quale ha come obiettivo l’esternalizzazione di emozioni che sono legate al vissuto, facendo prendere coscienza dei contenuti latenti.