Maggio: il mese mondiale dell’osteoporosi

osteoporosiMaggio è stato scelto come mese mondiale dell’osteoporosi da parte delle società scientifiche internazionali e del GIOSEG, il gruppo di studio italiano che si dedica allo studio delle cause endocrinologiche dell’osteoporosi. L’osteoporosi è definita come un’alterazione dello scheletro, con una riduzione della resistenza dell’osso che predispone ad un aumento del rischio di frattura. Rappresenta la causa principale delle fratture legate all’età che si localizzano principalmente a livello del femore, delle vertebre e del polso. In Italia sono circa 5 milioni le persone affette da osteoporosi (circa 4.000.000 di donne e 1.000.000 di uomini), sebbene esista un’ampia parte della popolazione senza diagnosi e oltre l’80% delle lesioni osteoporotiche interessano le donne in post-menopausa. La diagnosi di osteoporosi spesso viene fatta in occasione della prima frattura dopo la quale il rischio di un secondo evento triplica entro un anno e raddoppia ulteriormente nel decennio successivo. I dati emersi dal Reykjavik Study Dati, vasto protocollo di ricerca in cui sono stati monitorati oltre 118mila soggetti nati tra il 1907 e il 1935, per i quali è stato calcolato il tasso di frattura su tutte le fratture occorse dal momento dell’arruolamento nello studio sino al 2012 hanno dimostrato che l’osteoporosi, nonostante rappresenti ormai un’emergenza di salute pubblica vista l’età sempre più anziana della popolazione mondiale, è ancora sottovalutata e non è adeguatamente trattata. Dallo studio è emerso che dopo la prima frattura solo il 26% dei pazienti è sottoposto a una terapia e che dopo il primo episodio il rischio di avere nuove fratture è aumentato del 4% per ogni anno di età ed è più alto del 41% nelle donne. Il GIOSEG e le società scientifiche internazionali che si occupano dello studio della salute delle ossa, invitano a mettere in atto fin dalla nascita le misure di prevenzione primaria dell’osteoporosi già, modificando lo stile e le abitudini di vita e invitano ad un maggiore impegno nell’effettuare una diagnosi precoce di osteoporosi mediante l’esecuzione dell’esame MOC e l’individuazione delle fratture morfometriche vertebrali nei soggetti a rischio, quali coloro con familiarità per osteoporosi, soggetti di età geriatrica e coloro che sono affetti da malattie croniche e che sono sottoposti a trattamenti farmacologici potenzialmente in grado di ridurre la densità minerale ossea.