Massaggi in spiaggia? No, grazie!

75Molti vacanzieri in spiaggia approfittano dei prezzi  budget  per rilassarsi con un bel massaggio spesso senza pensare ai rischi a cui si viene esposti affidandosi a mani non esperte e per la totale mancanza di condizioni igienico sanitarie che potrebbero provocare danni alla salute, incluse infezioni dermatologiche e problemi articolari, muscolari o neurologici.

Pierluigi Marzocchi, presidente della Federazione Benessere di Confartigianato imprese Arezzo, consiglia ai vacanzieri: “Non fatevi fare massaggi, e tantomeno altre pratiche estetiche, come i tatuaggi, al di fuori dei centri autorizzati e da persone prive delle necessarie competenze e autorizzazioni. Non mettete a rischio la vostra salute. Quando ci si affida ad una struttura specializzata in questo settore si può stare tranquilli, sia per la preparazione del personale, che è in possesso dei necessari titoli di studio ed ha effettuato l’aggiornamento previsto, sia per l’igiene e per la qualità dei prodotti utilizzati, che devono rispettare le severe norme poste a tutela della salute dal Ministero e dalle Regioni. Possiamo dire la stessa cosa per gli abusivi che propongono massaggi, o altre pratiche, come i tatuaggi, in spiaggia, usano prodotti, spesso orientali, senza nessuna certificazione e non rispettano le più elementari norme igieniche? Basta pensarci un attimo per capire che si corrono troppi rischi inutili per la salute, dall’eritema alle micosi, dalle allergie alle infezioni, fino a guai anche più seri, come lussazioni o problemi ossei o muscolari, derivanti dall’imperizia e dalla non preparazione tecnica e scientifica di chi pratica questi massaggi o interviene sulla pelle dei bagnanti.

Inoltre, dal 2011 vige la legge contro l’esercizio abusivo di arti e professioni sanitarie che prevede multe per massaggiatori e massaggiati e oggi anche i sindaci di numerose località marine hanno emesso ordinanze per vietare queste attività abusive, con sanzioni, anche pesanti, che possono andare non solo a carico del soggetto abusivo, ma anche del cliente che incautamente ha accettato la prestazione.