Medicina: presentata “via Italiana” che cambia le cure infarto nel mondo

Tatantini : “Consente migliore prognosi d’infarto indipendentemente da tempistica del trattamento farmacologico”.

 

Secondo uno studio recente pubblicato sulla rivista Journal of the American College of Cardiology e presentato al congresso online della Società europea di cardiologia ha dimostrato che una coronarografia tempestiva eseguita per via radiale, consente migliore la prognosi indipendentemente dalla tempistica del trattamento farmacologico.

Lo studio denominato Dubius ha comprovato che il farmaco senza strategia medica non basta, a volte non serve e ogni tanto è dannoso.

Il Dott. Giuseppe Tarantini, presidente del Gise e autore dello studio ha dichiarato: “Con lo studio Dubius la ricerca italiana fa scuola a livello mondiale e ridefinisce nuovi standard di trattamento e prognostici della forma più frequente d’infarto, quella in cui l’arteria non è completamente ostruita. Abbiamo dimostrato che una strategia invasiva, entro le 24 ore dall’evento e con approccio radiale (dal polso) incide sui risultati più di quanto faccia la tempistica della terapia farmacologica e rende superflua l’annosa discussione sulla necessità di un trattamento antiaggregante a monte (tutti i pazienti) o a valle (trattamento selettivo) della rivascolarizzazione”.

”Volevamo individuare – conclude Tarantini – la strategia di trattamento farmacologico più efficace e sicura nelle fasi che precedono la coronarografia, l’angioplastica coronarica e il bypass aorto-coronarico. Era necessario valutare in modo rigoroso le implicazioni cliniche dell’approccio farmacologico più comunemente utilizzato, il cosiddetto pretrattamento che viene applicato a tutti i pazienti fin dal primo sospetto diagnostico di infarto. Il Dubius lo ha confrontato con una strategia selettiva, basata sulla somministrazione di un antiaggregante solo dopo la certezza della diagnosi ottenuta dalla coronarografia.