Microchip e retinici di terza generazione

In occasione del Convegno Macula Today 2018 verranno presentati in anteprima i primi risultati ottenuti con una protesi retinica di ultimissima generazione.

Andrea Cusumano, oftalmologo di fama internazionale dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente di Macula & Genoma Foundation Onlus spiega: “Si tratta di un microchip in grado di funzionare senza necessità di un cavo che lo colleghi a una fonte di energia esterna all’occhio. La protesi può essere impiantata sotto la retina con una procedura chirurgica minimamente invasiva di circa 90 minuti”.

Il microchip è alimentato da una luce pulsata emessa da un proiettore miniaturizzato integrato agli occhiali indossati dal paziente in risposta a informazioni visive inviate da una mini-telecamera, anch’essa montata sugli occhiali, che riprende ed elabora l’ambiente che si presenta di fronte allo spettatore.

La nuova retina artificiale, rinominata PRIMA, ha ottenuto dei brillanti risultati in già ben 5 pazienti ai quali è stato impianto il  microchip.

Il primo impianto in assoluto è stato effettuato a Parigi su una signora ultrasessantenne che soffriva di una Degenerazione maculare senile atrofica evoluta in atrofia geografica. La paziente ha avuto un’attivazione della protesi retinica impiantata otto settimane dopo l’intervento chirurgico e dopo alcuni mesi di riabilitazione, la signora è passata dall’assenza di percezione della luce nella regione maculare ad una visione centrale di 20/500 con la quale è in grado non solo di riconoscere i volti e gli oggetti, ma anche di leggere caratteri molto grandi .