Microplastiche nell’acqua: quanto è grave il problema?

bottle-2032980_1920La plastica è ormai ovunque, e sempre più spesso si sente parlare di come stia rovinando il mondo.

Sono molte le ricerche effettuate negli ultimi anni sulla plastica. Ma soprattutto negli ultimi tempi, si è data grande importanza alle microplastiche, e soprattutto alla loro presenza in bevande e alimenti. Uno studio tedesca ha trovato microplastiche in birre, zucchero e miele; un altro studio ha rilevato la loro presenza in alcuni pesci, ma anche nell’aria e nella polvere. Ma con un nuovo studio americano condotto da un’organizzazione non profit, il livello di allerta sale.

Lo studio ha coinvolto più o meno tutto il mondo, analizzando 159 campioni d’acqua del rubinetto (con tecnica standard per eliminare i contaminanti da altre fonti). Si tratta di un problema a cui si dovrebbe dare molta importanza, in quanto le plastiche possono contenere sostanze cancerogene, o anche veicolare agenti patogeni. Stando ai dati di questo studio, la situazione è peggiore del previsto: l’acqua del rubinetto analizzata contiene plastica nel 94,4% dell’acqua potabile negli Stati Uniti, mentre in Europa il dato scende di poco, fermandosi all’82,4%.

Si presuppone che queste microfibre abbiano provenienza multipla: vestiti sintetici usurati, materie plastiche varie, plastica abbandonata in mare o su corsi d’acqua, ma anche cosmetici e detersivi. Inoltre, bisogna considerare che le tubature dell’acqua installate negli ultimi venti anni, sono tutte di plastica, e quindi una parte considerevole di queste microplastiche potrebbero provenire da lì.

L’unica soluzione per arginare questo problema potrebbe essere quella di effettuare quante più analisi possibili sui vari tipi di plastica: in questo modo si può avere un quadro completo.